Settembre 2009
Lucia, una delle "mamme di Madonna Assunta", (per info aggiornate e approfondite andate qui:
SALVIAMO LA SCUOLA "MADONNA ASSUNTA" (73° C.D. NAPOLI ), ha chiesto anche a noi dell'associazione "ArticoloNove" di esprimere attraverso poche righe il nostro pensiero e la nostra solidarietà. Onorati di questo e obbligati moralmente a non restare nè fermi, nè in silenzio, è stata occasione per poter ripensare al rapporto che io, Ilaria e gli altri membri dell'associazione siamo andati costruendo nel corso di questi ultimi anni con i ragazzi, le insegnanti, i collaboratori, la dirigenza e lo stesso edificio che ospita il plesso "Madonna Assunta". Quel che potete leggere di seguito è la nostra testimonianza ed il nostro modesto contributo scritto per spiegare perchè questa scuola non può e non deve chiudere.
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LETTERA D’AMORE AD UNA SCUOLA
Chi come me e l’associazione che rappresento ha avuto la sorte, il piacere, l’onore e le qualità per poter lavorare “dentro” Madonna Assunta, si sarà sicuramente accorto che in quella scuola si respira un’altra aria.
Appena ti aggiri per i corridoi e le aule l’avverti subito quest’aria particolare, densa, tangibile e sensibilmente percettibile. Non riesci immediatamente a capire cosa sia, ma istintivamente percepisci che si tratta di qualcosa che difficilmente ti aspetteresti di respirare entrando in un’ “istituzione scolastica”; è un’aria, un soffio lieve, che avverti già solcando il suo cancello, attraversando il suo non-cortile, salendo le scale, e che senti rafforzarsi intorno a te, avvolgerti ancor più fortemente quando incroci e sfiori gli insegnanti. A quel punto inizi a renderti conto che più che di aria si tratta di un “clima”, di un insieme forse di componenti umane e ambientali, psicologiche e culturali, che tutto impregna, tutto intride, le aule e le parole delle maestre, i corridoi e gli sguardi dei collaboratori, la palestra e le corse dei bambini, tutto impregna, tutto intride, il cemento e la carne.
Dopo poco ti diventa chiaro: Madonna Assunta ha un suo accogliente “microclima”.
Lo percepisce e vi trova agio anche il visitatore occasionale, colui che giunge dentro per la prima volta; è una sensazione piacevole, di benessere...e qui scatta la seconda riflessione: quante volte nella vita percepiamo “benessere” anche solo attraversando fugacemente i corridoi di una scuola o di altri “edifici istituzionali” come ospedali e uffici pubblici?
A Bagnoli questo accade, a Madonna Assunta è quotidianità.
Ma da dove si sprigiona questa fonte di benessere, chi sono dentro Madonna Assunta i “portatori” di questa straordinaria e positiva forza vitale? Le bambine ed i bambini, i ragazzi e le ragazze che “vivono” in quella scuola. E vivere è il verbo giusto perché Madonna Assunta non si frequenta, la si vive, accumulando giorno per giorno esperienze di vita, impregnandosi di quel clima, vivendo la propria infanzia con un elevato tenore di vita scolastica e sociale, di appagamento psichico e fisico, in condizione di agiatezza, dunque sperimentando “benessere”.
E tutto questo in una scuola pubblica del Mezzogiorno d’Italia.
Quando poi hai la fortuna di frequentarli questi ragazzi, di dialogare con loro, di lavorarci e vivere insieme, di stargli gomito a gomito, allora ti accorgi che quel “microclima” della scuola ha anche un suo profumo, intenso, forte, passionale, che sempre dai suoi giovani abitanti si sprigiona, impregna e intride: i ragazzi di Madonna Assunta profumano di libertà. Una libertà che ogni istituto scolastico dovrebbe garantire ai suoi studenti: la libertà di imparare senza dogmi, la libertà di comprendere a partire dalle esperienze dirette, la libertà di poter essere individui e non scolari, la libertà di ottenere tutti gli strumenti utili per divenire domani adulti consapevoli in grado di costruire una società più giusta e più equa, un mondo e un modo di viverlo migliori di quelli che gli adulti lasceranno loro in eredità.
A Bagnoli questo accadeva, a Madonna Assunta questo era quotidianità.
A me, che di paesaggi e territori vivo, piace pensare che una parte della libertà di Madonna Assunta passi anche attraverso il contributo dell’incantevole sua posizione: quel mare che fisicamente abbraccia la scuola, diviene giorno dopo giorno visione familiare per ognuno dei ragazzi che passa da lì; una “madre liquida” che rasserena o rabbuia, ma che sempre è presente e ti abbraccia.
A Madonna Assunta il “mare è dentro”, insieme con la libertà che lo accompagna.
Tutto questo rischia di non esserci più, perché Madonna Assunta è malata. I suoi tetti, le sue mura, il cemento di Madonna Assunta è malato. Ma anziché aiutarla a guarire, i suoi “dottori”, responsabili per anni di non aver guarito i suoi acciacchi lasciandoli aumentare e peggiorare, oggi le prescrivono la morte anziché la cura. Ed è paradossale, o tragica realtà di questa martoriata terra nostra, che quegli stessi “dottori” che stanno lasciando morire Madonna Assunta, siano gli stessi che vogliono “curare” la rinascita di Bagnoli e dell’intera città: che te ne fai del futuro, se poi non hai nessuno in grado di poterlo vivere a pieno.
La chiusura di Madonna Assunta non è solo una porta in faccia chiusa alla speranza di un futuro migliore per centinaia di bambini e ragazzi napoletani, è l’ennesima porta in faccia chiusa al futuro dell’intera città, sempre più massacrata, sempre più lasciata sola da chi ha il dovere di difenderla, curarla, amministrarla.
Luigi D’Aponte
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